Le camere destinate all’ospitalità sono otto, tre al primo piano e cinque al piano terreno. Le camere al piano terra erano originariamente tutti locali di servizio al frantoio nonchè depositi delle attrezzature e dei prodotti dell’azienda e mantengono tutt’oggi quella rusticità data dalle precedenti funzioni. Il primo piano invece costituiva la residenza dei Signori Allegra e veniva abitato nel periodo autunno inverno per coordinare tutte le fasi dei lavori della raccolta delle olive e della successiva molitura. In questo piano due erano camere da letto, una era sala da pranzo, mentre il soggiorno era quello attuale.
La ristrutturazione, peraltro relativa, poiché la casa non ha mai conosciuto il degrado, è stata scrupolosamente operata con lo spirito di conservare il più possibile l’atmosfera originaria della casa operando i necessari adeguamenti impiantistici ed in materia di sicurezza sismica.

Volte, intonaci, porte, serrature, pavimenti, volumi, arredi e oggetti sono quasi tutti quelli originali e hanno richiesto e richiedono un impegno notevole per essere mantenuti in vita.
L’unico vero stravolgimento architettonico è costituito dalla presenza dei bagni, uno per ogni camera; tutti ricavati nell’ottica di non rivoluzionare l’originale fisionomia degli ambienti; ciò ha richiesto grande attenzione nella fase di realizzazione sacrificando, all’indispensabile della funzionalità, lo spazio. Tutte le stanze, oggi, sono dotate di bagno interno privato.

Camera Blu

Alla Camera Blu a nord-ovest, si accede dal soggiorno. Ha un romantico balconcino con vista sul Mar Tirreno. La camera Blu, cosi chiamata per i pavimenti in vecchia ceramica decorata bleu, era una volta la camera dei nonni. A Casa Migliaca non si viveva tutto l’anno; la famiglia si trasferiva in autunno e soggiornava fino alla primavera giusto per il periodo della raccolta delle olive. Tutto qui è come prima, l’angolo del camino, le testate del letto ed il vecchio armadio in legno di cipresso che a distanza di tanti anni continua ancora ad emanare il suo tipico profumo appunto di cipresso!

Camera Verde

La Camera Verde è così chiamata per via del colore dominante del pavimento,anch’esso in vecchia ceramica decorata verde, ha accesso dal soggiorno,è esposta a nord-est,ed è dotata di un balcone analogo a quello della Camera Blu con vista sul mare e sulle rovine dell’antica città Halaesa. Durante la fase di restauro è stata posta la massima attenzione al mantenimento del l’architettura originale cosa che impone uno stile abitativo ottocentesco in armonia con il contesto. Anche qui nulla è cambiato e gli arredi sono rigorosamente quelli originari.

Camera Gialla

Alla Camera Gialla a sud-ovest, si accede subito dall’ingresso a sinistra,di fronte alla cucina. E’la vecchia sala da pranzo di una volta,è una grande camera con un letto matrimoniale e due letti su un soppalco con ringhiera e scaletta a chiocciola in ferro. E’dotata di due ampie finestre rivolte una a sud e l’altra ad ovest.

Camera Botti

La Camera delle Botti ,esposta a Nord, costituiva l’anticamera di quella della Giare alla quale è contigua, quest’ultima all’epoca inaccessibile agli estranei. Nella Camera delle Botti si svolgeva la contrattazione dell’olio,e la sua pesatura si,l’olio si pesava e veniva trasportato negli otri costituiti da pelle di pecora scuoiata e rovesciata. In questa Camera c’era la “stadia” e venivano tenute delle botti per il vino da cui il nome. Insieme alla Camera del Palmento costituisce l’antichissimo nucleo della casa : nonostante la ragguardevole età il soffitto/solaio è ancora quello originario le travi a vista sono in Castagno dei Nebrodi e così l’orditura secondaria con, visibili, i segni del taglio a mano con l’ascia.

Camera Giare

La Camera delle Giare a nord-ovest è la camera dove veniva conservato Il tesoro della casa, cioè l’olio d’oliva del nuovo raccolto; anche in questa camera nulla è stato alterato,il pavimento anch’esso in vecchio cotto ha mantenuto la stessa inclinazione al centro dove si osserva una enorme Giara interrata. La bocca della stessa, oggi scavata attorno e protetta da un vetro calpestabile, affiorava a filo di pavimento ed aveva lo scopo di recuperare perdite accidentali del prezioso liquido. Le Giare in terracotta avevano una capacità variabile tra duecento e trecento litri.

Camera Pagliolato

Il Magazzino delle Olive a sud-ovest dove venivano accumulate le olive prima della loro frantumazione e spremitura;nessuna trasformazione è avvenuta in questa camera se si eccettua l’inserimento del bagno. I pavimenti sono in vecchio cotto ed è stato conservato il vecchio pagliolato in Castagno dei Nebrodi dove fino a qualche decennio fà si stendevano le olive prima di essere immesse nel ciclo di trasformazione e dove, oggi, si…stendono gli ospiti. Un grande enorme unico lettone di due metri per cinque dove dorme comodamente una intera famigliola con due bambini tutti insieme su quattro o cinque materassi per la gioia dei bambini che sono finalmente legittimati a dormire nello stesso letto dei grandi e per la gioia (un po’ più fievole) dei genitori.

Camera Coloni

La Camera dei Coloni ad est, è compresa nell’ala di costruzione più recente( …duecento anni) ed ha accesso indipendente. E’ la camera dove hanno alloggiato generazioni di Coloni; il pavimento di questa camera era in “giacatu” come l’esterno ed ha nell’angolo Nord, da sempre, un grande camino. E’ la sola camera con un angolo cottura, ed è corredata da tutti gli accessori per un utilizzo autonomo, ha un soppalco al quale si accede con una scala interna a pioli, idoneo ad accogliere due o tre posti letto supplementari. La camera può essere messa in comunicazione con l’adiacente camera del palmento realizzando una comoda suite familiare.

Camera Palmento

La Camera del Vecchio Palmento con il letto che “galleggia” sopra una grande vasca scoperta qualche anno fa. La scoperta di questo pregevole manufatto al centro della camera determinò un lancinante conflitto se recuperare un pezzo di storia o due posti letto in più. La soluzione del problema venne da Goedele, una giovane architetto belga ospite della Casa nel periodo dei lavori che da Parigi, dove aveva studio mandò un progetto al quale la realizzazione si ispira. Questa camera ha un accesso dalla sala del frantoio, un’altro dal giardino e può essere messa in comunicazione con la camera dei coloni e dare vita a una suite familiare.

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